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13091811_1603956283259189_253810403_oBuongiorno a tutti…
Oggi ponte della liberazione.
Non c’è cosa migliore di iniziare il lunedì a casa in puro e sano relax, così mi sono presa del tempo per me.
Tempo vuol dire divano e film strappalacrime.
Ora non fraintendete, non volevo di certo crogiolarmi o roba simile, avevo solo voglia di un buon film ma come ben sappiamo il buon cinema ha sempre finali strazianti e io cedo perennemente.
Così mi è capitato di festeggiare questo giorno guardando “Suite Francese”.
Ve lo consiglio vivamente. Sia il libro che il film.
Ho scoperto da poco che il libro fu scritto in gran segreto dall’autrice Irene Nemirovsky durante l’occupazione nazista in Francia, ma non fu mai completato, perché deportata ad Auschwitz.
Il romanzo incompiuto fu trovato dalla figlia sessant’anni dopo in una valigia e pubblicato postumo nel 2004.
Il fatto che non fu mai completato da forse una speranza al lettore di immaginarsi un finale alternativo.
La scrittrice ci fa vivere in una logorata storia d’amore nata per caso, per sbaglio e con un finale che ti spacca il cuore a metà.
Però ci fa vivere, nel periodo più terrificante dei nostri tempi una storia d’amore straordinaria. Nonostante la guerra, le uccisioni, l’odio Irene Nemirovsky inserisce qualcosa di sublime e delicato che non morirà mai…l’amore.
Mi piace pensare che i due amanti del romanzo si siano incontrati pochi anni dopo, finita l’occupazione e la guerra in un bistrot di Parigi, a primavera.
“Lei elegante, in un abito bordeaux e un soprabito color latte. Un cappellino distinto dello stesso colore del soprabito con applicato un fiore a lato. Immersa nei pensieri mentre beve una tazza di tea e guarda i passanti parigini liberi e felici, sollevati dal peso dell’occupazione. E all’improvviso, tra la folla, uno sguardo familiare.
Davanti a lei gli occhi che aveva tanto temuto e allontanato ma che alla fine aveva fatto suoi.”
Ecco, mi piacerebbe che finisse così senza tante spiegazioni, solo loro, due amanti che finalmente si rincontrano.
Per poter dar loro un giusto finale con la melodia della loro Suite Francese.

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