Pochi giorni e si parte! Meta: Londra.
Quest’anno cerco di stare all’interno dei confini europei e con soggiorni leggermente più brevi data la tragedia dell’anno scorso in Giappone.
Provo a farvi un breve sunto della mia disgrazia.

Parigi: Agosto 2014
Parto da sola all’avventura dei borghetti bohemienne della mia splendida Ville Lumiére.
Una cosa che dovete sapere è che amo Parigi. Mi ha salvato l’anima, quando pensavo che tutto intorno a me fosse buio e senza soluzione. Ridà al mio corpo e alla mia mente sempre l’equilibrio di cui ho bisogno. A tal proposito, piccola parentesi, consiglio un libro straordinario su Parigi, per chi l’amasse, di Corrado Augias “I segreti di Parigi”. A me è piaciuto moltissimo, soprattutto integrare dettagli della mia splendida città a ciò che avevo già vissuto e visitato.
Ritornando alla mia tragedia, in quei giorni conosco una ragazza giapponese.
Il nostro rapporto si intensifica in così breve tempo che decide gentilmente di invitarmi nel suo splendido paese per l’anno a venire.

Hiroshima: Agosto 2015
Durante l’anno ci scriviamo e ci sentiamo spesso ed entrambe siamo emozionate nel visitare il suo paese in lungo e in largo per un mese intero.
Dopo poco più di una settimana che giravamo come trottole toccando mete come Tokyo, Nigata, Kobe, Yokohama, Kyoto e Osaka mi abbandona ad Hiroshima.
Ironia della sorte nel 70° anniversario dallo sgancio delle bombe, non vi dico alla sera come stavo tra la loro e la mia tragedia, ho pianto come una fontana per ore.
Stressata dalle mille tappe, ideate da lei, mi spiega che non è nell’indole giapponese stressarsi così (manco in quella italiana) ma nulla, dopo la sceneggiata filo-partenopea va via.
Io, come mi ha insegnato mamma, rimango lì nello stesso posto per quattro ore consecutive.
Dopo quelle fatidiche quattro ore arrivo a conclusione di essere stata miseramente abbandonata.
Così dopo un bel pianto decido di rimanere e continuare il viaggio.
Mi ha fatto pensare una frase che dice Bridget Jones in “Che pasticcio Bridget Jones” arrivata in aereoporto i giornalisti le chiedono come ha fatto a sopravvivere a tutto quel caos in Thailandia e lei risponde: “Se riesci a sopravvivere da single a Londra, riesci a sopravvivere a qualsiasi avversità!” ma amen sorella. Che altro aggiungere…

Ve l’ho fatta molto breve se no facevo esplodere il blog, ma il succo era che quest’anno, dopo la tragedia giapponese, me ne sto qui vicino vicino casa, per quanto il Giappone sia un posto strasicuro e lo consiglio vivamente a tutti perché è straordinario, un pò di ferie a breve lontananza da casa male non mi fanno.
Così quest’anno ho fatto un breve weekend a Venezia in marzo, ora Londra e a fine giugno a Praga.
Esatto, non sono tipo da Seychelles o spiagge bianche, sono più da croissant con i piedi a penzoloni sulla Senna e passeggiate lunghe ammirando la storia che ha segnato le grandi città d’arte.
Una cosa però l’ho imparata da tutti questi viaggi che man mano mi hanno forgiato.
Nonostante me ne capiti sempre una, ovunque io vada…viaggiare rimane sempre una buona idea!

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