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C’era una volta,
un vecchio quaderno saggio e paziente, una matita attraente e vivace ed infine una gomma astuta e vanesia.
Il vecchio quaderno e la dolce matita ridevano e scherzavano insieme ininterrottamente.
A lui piaceva il tocco e il suono graffiante che lei aveva sulle sue pagine e la matita adorava stare insieme a lui, anche solo con il loro silenzio.
Era saggio.
La faceva ridere.
E si sa, chi fa ridere ogni cuor attrae il suo amor.
La matita scriveva su di lui dolci poesie e al vecchio quaderno piaceva questo legame che si era creato fatto di dolcezza, confidenza e fiducia.
Restavano ore ad ascoltarsi.
Lei amava i vecchi aneddoti che lui le raccontava.
Era un vecchio quaderno che riusciva ad ammaliarla.
La matita scriveva ogni cosa su di lui, cosicchè il vecchio quaderno non si sarebbe mai scordato di lei.
Annotava ogni risata, ogni parola, ogni giornata.
Veniva scritto tutto con amorevole precisione.
Iniziavano a creare i loro ricordi.
Amava andare indietro con le sue pagine e scoprirlo sempre più per capire il quaderno che aveva davanti.
Ma in tutto questo quadretto fatto di parole dolci e sguardi affini, c’era la gomma malvagia che di tutto quell’amore e stima provova l’invidia più profonda.
Così, in una notte buia e tempestosa mentre il vecchio quaderno e la dolce matita dormivano, la gomma cancellò da tutte le pagina ciò che la dolce matita col tempo aveva scritto con tanto amore e soprattutto cancellò tutto quello che il vecchio quaderno aveva raccolto con il tempo. La sua anima.
Il mattino seguente il vecchio quaderno si svegliò diverso, con un vuoto profondo, come se qualcuno avesse cancellato qualcosa di importante dalla sua anima.
Si sentiva arrabbiato e frustrato allo stesso tempo.
Non comprendeva il dolore che provava.
La gomma compiaciuta, osservava da lontano il vecchio quaderno disorientato.
La dolce matita salutò il vecchio quaderno come oggni mattina ma lo vide diverso, strano.
Lui la guardò in modo differente più sospettoso e quasi infastidito.
Non capiva da dove avesse preso tutta quella confidenza.
La matita cercò di capire quella situazione dolorosa ma senza alcun cambiamento e spiegazione.
“Non capisco cosa ti sia successo. Ma ti riporterò a me. Io mi ricordo ogni dettaglio e ogni sguardo. Ti riporterò da me di nuovo” disse la dolce matita affranta dal dolore ma speranzosa nel riportare le cose a come erano un tempo.
Il vecchio quaderno guardandola irritato e dubbioso le disse: “Non ti ho mai vista, stammi alla larga! Non voglio inutili matite che scarabocchiano dalla mattina alla sera sulle mie pagine. Va via!”
Alla matita le si spezzò il cuore.
Non riusciva a capire come tutto quel tempo passato insieme potesse esser stato cancellato così di punto in bianco.
Non comprendeva il perchè della rinuncia.
Perchè non voleva farsi aiutare?
E di tutto quel tempo insieme cosa ne avrebbe fatto lei?
Avrebbe voluto motivazioni valide.
Più rispetto per l’amicizia che si era creata e per l’ammirazione che provava per lui.
Ma niente fu fatto o detto per migliorare il loro destino.
Lui si allontanò da lei. Chiuse le sue pagine.
La povera matita, una notte, si svegliò improvvisamente, con quel dolore lancinante che l’accompagnava da troppo tempo, stanca nell’aspettare l’aprirsi di quelle pagine che un tempo amava così tanto, scrisse in un foglietto sul tavolo vicino al vecchio quaderno una frase: “Eppur m’amavi” infine si spezzò in due parti, affranta dal dolore che non riusciva più a sopportare.
La mattina seguente la gomma malvagia cominciò a pensare che tutto quel che aveva fatto non era servito a niente. Aveva distrutto un amore e a lui non era rimasto nulla.
Andò dal vecchio quaderno e gli raccontò tutto.
Si sentì morire dentro.
Non le aveva creduto ai tempi perchè troppo diffidente e confuso dall’accaduto.
E ora oltre ad aver perso ogni ricordo, aveva perso lei.
Le sue pagine rimasero chiuse fino alla fine.
Vuote.
Con quel bigliettino posto al suo centro.
Per averla sempre con lui col dolore di questo amore.

Fine

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