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Assomiglio a mio padre più di quanto avrei voluto.
Tutti i difetti peggiori che gli ho criticato per una vita li ho ereditati quasi tutti.
Ho cercato di modificare un uomo senza ottenere nessun risultato. Ho provato a spiegargli tante volte che distruggere non era nè positivo nè costruttivo.
Ora, tutti quei rimproveri li devo fare a me stessa.
Sono stata per tutti quegli anni un corvo nero criticone nascosto nell’ombra per poter dire quanto fosse nero, quanto me, quel merlo che avevo accanto.
Si dovrebbe imparare dagli sbagli altrui.
Invece ripercorriamo quella strada nonostante i fallimenti passati.
La curiosità non sempre va saziata.
A volte va lasciata a digiuno.
Mio padre ha creato nella mia testa un’idea di uomo sbagliata.
Presente solo quando si è di buon umore e assente per la maggior parte del tempo. Così quel poco tempo che stavo con lui lo tenevo stretto a me, prezioso come nient’altro al mondo.
E’ così che ho vissuto una vita, pensando che poco era meglio di niente. Dunque se questi uomini di tutto il loro tempo mi davano poco e niente, io pensavo fosse normale “perchè sono uomini”. Poi magicamente incontri l’eccezione. Incontri l’uomo raro quanto un dodo che vuole passare tutto il tempo che ha con te, che non ti vieta e nega nulla.
E allora lì che si fa?
Si indietreggia perchè diverso fa paura o ci si butta a capofitto perchè diverso è cosa buona e giusta?
Una domanda che mi sono posta tante volte.
Sbagliando perennemente.

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