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Mio Caro Dir,

forse lei non lo sa, ma nel 2006, quando lei divenne il mitico direttore di Vanity Fair, una ragazzina impacciata e con degli enormi occhiali da vista neri, si abbonava alla sua rivista. Abbiamo, per così dire, iniziato insieme.
Ho amato ogni copertina, ogni articolo, ogni sua scelta, il suo sarcasmo straordinariamente divertente e pungente.
Ho amato tutti i suoi cinquecentosettantaquattro Vanity.
Ha pubblicato molti miei commenti e quando la grandiosa Franca Sozzani ha aperto le porte di Vogue lei era lì, e gentilmente ha firmato la copia del mio libro dicendomi che era strano firmare il libro scritto da qualcun’altro. Ma lei era lì, gentile ed educato, abbiamo conversato per pochi minuti ed è stato fantastico. Di solito si ha paura di conoscere chi tanto idolatriamo.
Ma lei era le parole che avevo sempre letto.
Nessuna maschera, era lì, vero e cordiale.
Per me è stata un’occasione rara e unica.
Forse se ne sarà accorto con il tempo, ma ha davvero ispirato molti di noi. E’ entrato nel cuore di noi lettori e lettrici come poche persone a questo mondo sanno fare.
E se, in questo momento, leggo le sue parole e mi commuovo, penso che ha fatto molto di più che dirigere una rivista, lei ha contribuito alla speranza di un giornalismo pulito, sincero e mai bugiardo. Non credo ci sarà mai qualcuno, capace di farmi emozionare in quel modo, che solo lei, con estrema eleganza e molto sarcasmo, sa fare.
Le auguro il meglio, se lo merita.
Grazie per tutto quello che ha fatto per noi…
La sua sostituta farà sicuramente un buon lavoro, ma lei è il mio primo DIR, e sa come si dice….IL PRIMO DIR NON SI SCORDA MAI!

 

Con estremo amore e devozione
la sua lettrice più devota

Carmen

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