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Avete presente quando Dorothy, nel Mago di Oz, scopre che alla fine il Mago non era nient’altro che un ciarlatano?
Ma per arrivare a ciò, supera peripezie, crisi di coscienza, paure e agonie.
Bene, alla fine, con dolce sollievo, si accorge che dopotutto nessun posto è migliore della propria casa.
E gli uomini? Non mi sono mai pentita di nulla. Ogni singolo uomo che ho vissuto mi ha insegnato nel bene nel male qualcosa.
Ma fuggir via da qualcuno che ti vuole bene, ti stima e ti protegge per uno che vale zero, ha dell’incredibile. Mi sono trovata come Dorothy, sulle scale del Palazzo della Città di Seraldo, a versare lacrime per un ciarlatano. Neanche tanto bravo con le parole e con i fatti men che meno.
E’ assurdo che nella vita di una donna debba arrivare pure quello che vale quanto una scatoletta di tonno vuota. Manco buono a fare il ghiaccio, come direbbero in Pretty Woman.
Quello che ti fa vergognare di te stessa.
Ma dov’era il cervello in quel momento?
Sono passata dal cercare in ogni uomo divertimento e voglia d’amare, al nulla.
Il giocattolo di cui parlavo nel precedente articolo era pessimo. Ci ho giocato per un pò, neanche come avrei voluto e a ritmi di una lumaca cieca.
Ho cercato di sviscerare cosa fosse questo attaccamento, questo legame basato sul nulla verso una persona che non mi dava neanche le briciole.
Non mi ha mai fatto sentire desiderata, non mi ha reso di certo speciale, mai. Anzi detto francamente, persino il peggior uomo con cui sono uscita, a modo suo, mi ha fatto sempre sentire unica, ma questo batte tutti.
Nessuna eleganza nell’accorgersi dei dettagli, nessuna empatia. Un infantilità che sfiora l’incredibile. Nessun rispetto portato, e non perche non voglia, ma perche non sa cosa sia. Pensavo di entrare in quel girone di divertimento senza sentimenti. Ho scoperto in un momento qualsiasi, alla fine, come quella famosa mela in testa, che non c’era mai stato ne divertimento e tantomeno ne sentimenti.
Forse era la mancanza nell’avere qualcuno a fianco che mi ha portato a pensare che c’era del buono. Ma senza gioie che senso può avere? La mia gatta è riuscita a darmi molto di più in tutti questi anni.
E questa specie di essere umano, a cui Dio non ha dato nulla, ha caricato ancor di più il mio odio verso la razza maschile. Ho scoperto, in poco tempo grazie a Dio, che non ne è mai valsa la pena.
Ma la rabbia nei suoi confronti non posso provarla.
Lui è il tipico essere maschile che deve ancora trovare il lume della ragione e formarsi. La rabbia va indirizzata tutta a me stessa, che sperava di aver trovato della compagnia pulita, rispettosa e invece, si è trovata in fila, dal macellaio che vende la peggior carne del quartiere.

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