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Ho riniziato “Sex and the city”, avevo bisogno di un pò di conforto.
Ho beccato una decina di puntate niente male.
Le migliori però sono arrivate ieri sera per mezzanotte, una è stata quella degli ex, dove la città, quando ti lasci, diventa una jungla ed ogni posto è buono per incontrare lo stronzo di turno. La seconda, quella che mi ha colpito, è stata quella di quando Mr. Big, nonostante esca con Carrie, esca anche con altre. Lei via via non riesce ad essere l’unica e la sola. E alla fine ecco la loro prima rottura.
In questi giorni mi sono sentita così. Ho vissuto la mia città come una jungla.
Ogni luogo è stato buono per incontrare chi non volevo incontrare. Lo stalker di turno, l’adulatore perenne, quello che saluti sempre di fretta se no ti assilla per ore, quello che invece non saluti e fai finta di niente, sempre con estrema eleganza.
E infine quello che ti ha spezzato il cuore.
Ecco perchè quando ci si sente così bisognerebbe evadere. Almeno fino a quando l’umore non è arrivato ai livelli di un grande party delle Kardashian. Arrivato a quel punto possiamo affrontare qualsiasi cosa.
L’altra puntata che mi ha colpito è un classico. Noi che cerchiamo l’unicità in un rapporto. Diventa estenuante, dover ripetere le stesse cose. “Guarda che io sto bene con te vorrei diventasse tutto esclusivo” “Vorrei che ci vedessimo solo noi due” ma evidentemente il comprendonio maschile ha una tara genetica. E così giù di delusioni e lacrime. Per averci sperato, per l’ennesima volta.
Così, siamo diventate tutte delle eterne Carrie nel limbo del Mr. Big delle prime stagioni.
Ma la domanda è….dobbiamo ancora crederci?

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