Verità scomode

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Quando ero piccola, avevo il tremendo vizio di guardare le vetrine dei negozi, interessarmi in maniera maniacale ad un oggetto in particolare, riferirlo a mia madre e finalmente, dopo guerre infinite, entrare nel negozio e riiniziare con la guerra.
Il commerciante carino ed educato mi mostrava l’oggetto preso in considerazione, ecco lì la delusione.
Non era assolutamente com’era in vetrina.
Dietro a quella parete di vetro, sembrava essere tutto perfetto, ciò che volevo realmente non era come lo avevo visto nei secondi precedenti.
Ma quando, alla fine, avevo tra le mani ciò che in quel momento desideravo con tanto ardore, ecco che finiva tutto l’incanto.
Mi sono portata per anni dentro di me questo difetto disumano, e l’ho trasferito, come volevasi dimostrare con gli uomini.
Finchè fantastico su di loro e penso a come potrebbe essere starci insieme, la mia immaginazione da spettacolo, ciao Broadway proprio. Poi ecco che appena si ha la conferma che tutto ciò può essere vissuto, fine della magia.
Aspettative troppo alte hanno mandato in frantumi possibili relazioni, che si sono fermate solamente al primo appuntamento e a volte neanche a quello.
Il problema è che finchè non sono arrivata al traguardo, ad avere quel giocattolo in mano, io dalla testa non me lo tolgo proprio e la tragedia è che più passa il tempo più nella mia mente si formula una sorta di competizione, con uno slogan dittatoriale “Fai di tutto per averlo”.
La verità scomoda al momento è che ciò che vorrei, darebbe una delusione ad una persona a cui tengo molto, screditerebbe tutto ciò in cui credo e creerebbe più problemi che soluzioni.
Quando ne vale la pena?
Quando si ha la convinzione che quel giocattolo è differente dagli altri, che la magia dietro a quella parete di vetro è in realtà veritiera?
Forse, alla fine tutti giocattoli sono uguali, e io ingenuamente, non l’ho ancora compreso.

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Arrivederci DIR!

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Mio Caro Dir,

forse lei non lo sa, ma nel 2006, quando lei divenne il mitico direttore di Vanity Fair, una ragazzina impacciata e con degli enormi occhiali da vista neri, si abbonava alla sua rivista. Abbiamo, per così dire, iniziato insieme.
Ho amato ogni copertina, ogni articolo, ogni sua scelta, il suo sarcasmo straordinariamente divertente e pungente.
Ho amato tutti i suoi cinquecentosettantaquattro Vanity.
Ha pubblicato molti miei commenti e quando la grandiosa Franca Sozzani ha aperto le porte di Vogue lei era lì, e gentilmente ha firmato la copia del mio libro dicendomi che era strano firmare il libro scritto da qualcun’altro. Ma lei era lì, gentile ed educato, abbiamo conversato per pochi minuti ed è stato fantastico. Di solito si ha paura di conoscere chi tanto idolatriamo.
Ma lei era le parole che avevo sempre letto.
Nessuna maschera, era lì, vero e cordiale.
Per me è stata un’occasione rara e unica.
Forse se ne sarà accorto con il tempo, ma ha davvero ispirato molti di noi. E’ entrato nel cuore di noi lettori e lettrici come poche persone a questo mondo sanno fare.
E se, in questo momento, leggo le sue parole e mi commuovo, penso che ha fatto molto di più che dirigere una rivista, lei ha contribuito alla speranza di un giornalismo pulito, sincero e mai bugiardo. Non credo ci sarà mai qualcuno, capace di farmi emozionare in quel modo, che solo lei, con estrema eleganza e molto sarcasmo, sa fare.
Le auguro il meglio, se lo merita.
Grazie per tutto quello che ha fatto per noi…
La sua sostituta farà sicuramente un buon lavoro, ma lei è il mio primo DIR, e sa come si dice….IL PRIMO DIR NON SI SCORDA MAI!

 

Con estremo amore e devozione
la sua lettrice più devota

Carmen

Differenze sostanziali

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Le nuvole sono andate via e l’asfalto è bello asciutto.
Contenta di aver indossato i miei stivaletti scamosciati. Contenta che finalmente, questa volta non tornerò a casa con i piedi zuppi.
La mia mattinata inizia con un immagine che mi fa riflettere…
Una ragazza di colore accanto a me, alla fermata dell’autobus, si tira su quelle super fasciature strettissime e quasi impossibili da sciogliere con all’interno il suo bimbo. Io, a pochi secondi da lei, faccio lo stesso gesto, ma tirandomi su i collant troppo stretti che scendono senza tregua.
Lì, ho pensato, forse dovrei tirare anche io su una fasciatura per neonati.
Il mio cervello è stato assalito da mille domande, risposte, dubbi, certezze.
Tirerò mai su una fasciatura per neonati?
Starò forse perdendo troppo tempo a criticare il sesso maschile da non vederne forse l’unica decente cosa bella? E cioè, che possono darti il peso che fa scendere quella fasciatura. La maternità.
Mi è sembrata come una lampadina, una sorta di sveglia. Tutto questo odio o incomprensione verso il sesso opposto nuoce gravemente al mio futuro.
Il mio cervello ha concluso, tutto questo tormento delle mie sinapsi con questo slogan:
UOMINI SIATE MENO COGLIONI, COSI’ POSSO DIVENTARE MAMMA!

Parole, parole, parole….

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Sono arrivata ad una certa età senza capire ancora la differenza tra un rapporto di amicizia normale ed uno basato sulla completa follia.
Credo fermamente nella completa fiducia ed il reciproco rispetto tra amici. In una relazione, purtroppo, tutto ciò viene spesso a mancare. Bugie, tradimenti e così via.
Un amicizia dovrebbe essere un salvagente a tutta la follia che uno vive al di fuori. Amori bugiardi conditi da infiniti cuori infranti.
Ma se anche l’amicizia assorbe tutti questi lati negativi, che senso ha portare avanti questo tipo di rapporto.
Perché anche in amicizia, che dovrebbe essere una domenica dopo mille lunedì estenuanti, assume la forma dell’ amore insano che tanto odiamo.
Un saggio una volta disse, dimmi chi sono i tuoi amici e ti dirò chi sei.
Bene, reputo i miei amici fantastici. Ma uno di loro continua a deludermi, non con cattiveria, sono state piccole gocce dentro un vaso, e si sa che prima o poi il vaso trabocca.
Arrivi ad un momento, dove ti domandi se un’ amicizia dovrebbe farti sentire a questo modo. Delusa.
Chiarire i punti, non è servito a molto, sono sempre state, come cantava la buon vecchia Mina, “Parole, parole, parole”, quel “nel bene e nel male” vale anche in amicizia. Lo reputo più sentito, forse perché ancora non sono sposata. Farcela a volte è difficile, forse pretendo troppo da un rapporto di amicizia o forse, dall’altra parte ho qualcuno di completamente differente da me che mi dimostra un bene diverso dal mio, ma alla fine non è pur sempre bene?
Con i vostri amici, comportatevi come vi comportereste con voi stessi, sono quelli che disinfetteranno le vostre ferite quando avrete il mondo contro.

Più lo scacci e più lo avrai

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In un’ altra vita ero sicuramente una cacciatrice senza pietà di cuccioli di foca, così, l’unica soluzione per il Boss che sta lassù nel regno dei cieli, era di farmi scontare una vita da zitella vegetariana.
Capiterà sicuramente a molte persone, come una legge fisica, di scacciare qualcosa o qualcuno e di ricevere in cambio l’esatto opposto, scacciare = avere.
Ricevo le attenzioni di tutti tranne dell’ uomo che vorrei veramente.
Passa quasi tutti i giorni lo stalker che mi chiede quando lo sposerò. Quello che ammicca senza entrare nel mio negozio. Quello che pensa di avermi in pugno e quello che si ferma ore intere a parlare senza seguire mai un filo logico.
Perché? Forse i meno desiderati riescono a capire la donna straordinaria che sono, mentre il diretto interessato sembra non accorgersene. Il classico bell’ addormentato. Svegliamoloooo!!!!
Capita con ogni cosa, non vorresti le mille locandine pubblicitarie nella buca delle lettere e te la ritrovi piena.
Non vorresti pioggia e ti tocca uscire con l’ombrello.
Non vorresti prezzemolo ed è dappertutto.
Non vorresti, infine, le avance di quel determinato uomo e ricevi solo quelle.
Non so se sia karma, ma ciò che meno ci attrae o che ci rende felici è proprio quello che avremmo sempre con noi.
E perché poi li scacciamo? Che cos’ha quell’uomo che fa tanto per noi, che ci lusinga perennemente, che ci fa tanti regalini per farsi apprezzare, da non meritare le stesse attenzioni di quello che invece, non ce ne concede neanche una?
Nell’arco della storia, credo, anzi forse è meglio togliere il credo, lo dico fermamente, i ruoli di uomo/predatore e donna/preda si sono invertiti.
Così, io, donna, annoiata di avere la preda che mi urla “Ehi, mangiami!” la snobbo per una che non vuole farsi prendere, dove è tutto più faticoso e forse dopo tutta quella trafila si rimane anche a digiuno, sfiancati. Ora abbiamo uomini prede, presi dall’enfasi di voler piacere a molte ma di non farsi mai acchiappare. Il galantuomo è morto e le zitelle sono aumentate a dismisura. Così il mondo social si ritrova con mille donne single grafomani che rigettano il tutto su uno schermo. Ci rimane la creatività di trasformare un disagio di evoluzione, in qualcosa di straordinario.
Uomini leggete di più, che ritornare ai vecchi ruoli, forse, non sarebbe male!

Anno nuovo…vita vecchia

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Buon 2017 gente!
Il mio è iniziato molto bene…
Mi sono ricongiunta con il mio primo amore. Non ci parlavamo da una vita…una vita in cui pensavo che senza di lui non potessi respirare. E così il “3, 2, 1…Buon anno”..ero di fianco a lui. All’inizio non nego di essere stata tesa come la stirella che avevo da piccola, ma alla fine un suo gesto ha placato i miei tormenti e ci siamo messi a ridere dei vecchi tempi.
Sono molto fiera di me. L’avevo evitato per così tanto tempo pensando che non sarei stata in grado di affrontare la situazione e invece brava me!
Dunque cari astrologi, per i Gemelli, anche se tutti dicono che abbiamo Saturno contro, beh io lo sento con me. Il lavoro si sta riprendendo, questa crisi economica la vedo man mano affievolirsi, ma non lo dico troppo ad alta voce. La salute, grazie al cielo è ottima. E l’amore si alterna sempre…meglio così.
Lorenzo il Magnifico? Ovvio è sempre nella mia vita…l’ho visto poco fa.
Il mio dolore si è trasformato in rassegnazione, poi di nuovo in dolore e via via ho capito che non tutti gli amori hanno un lieto fine con carrozza e cavalli bianchi. Alcuni di essi sopravvivono in maniera alternativa. Il nostro resiste perchè c’è un bene che non ha paragoni e a noi sta bene così. Ci ho messo un pò per capirlo, ma alla fine sono arrivata alla conclusione più ovvia e sto andando avanti nella maniera che ritengo più giusta per me.
Dunque, propositi per l’anno nuovo….pensare un pò di più a me, che male non fa!

 

 

 

Arance spappolate

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Da piccola ero molto giudiziosa, avendo passato un infanzia non del tutto facile, cercavo di starmene sempre in quell’angolo di vita dove ”se fai la brava va tutto bene.”
Un pomeriggio però, a casa mia con un amica, abbiamo iniziato a lanciare dal mio balcone delle arance che avevo in cucina.
Non mi dite perche o per come.
Non mi ricordo assolutamente il motivo. Le lasciavamo cadere dalle mani e le guardavamo finire nel loro percorso forzato, spappolate dal sesto piano.
Non c’era cattiveria nel lanciarle. Le lasciavamo cosi, volare libere per poi vederle morire.
Queste arance suicide erano tutte spappolate nel cortile del povero vicino di casa.
Non vi dico mia mamma appena ci ha scoperte. Era arrabbiatissima. Continuava a dire che era una cosa che non si doveva fare, che mancava di rispetto sia alle persone che avevano comprato le arance, lei, sia a quelli che avrebbero dovuto pulire tutto quel danno.
Ai tempi non capivo, non avevo messo in conto tutte quelle cose, avevamo solo lasciato cadere delle arance senza pensare alle conseguenze.
Crescendo ho capito che anche quando si diventa adulti, alcuni fatti sembrano essere di minor rilevanza. Puo capitare che accada qualcosa che all’inizio puo avere poca importanza e non ci si accorge invece che le conseguenze sono disastrose.
Non ho piu lanciato frutta a caso dal balcone, se ci penso non mi riconosco in quella bambina, ma è anche vero che qualche cavolata dovevo pur farla, a rigar sempre dritto ci si annoia. Ma credo di aver recuperato con il tempo…ho iniziato da adulta a pulire tutte quelle arance spappolate.

Gli uomini di potere

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Sono sempre stata incuriosita dalle grandi storie d’amore finite poi in disgrazia. Donne di un certo carattere calpestate da uomini di potere. Callas e Onassis, Hitler e Braun…ce ne sono state infinite di coppie cosi. Amori vissuti intensamente e finiti poi nell’oblio. Ma la mia domanda è, e rimane sempre la stessa, cosa spinge una donna ad amare un uomo di potere?  E il più delle volte crudele e spietato?
Forse abbiamo nel DNA qualcosa che ci dice in cuor nostro “lotta e vedrai che cambierà”.
Ma di storie così ormai se ne sente parlare poco, forse, le donne di oggi hanno capito l’antifona. Basta uomini di potere, si al toy boy più facile da gestire!

A chi sorriderò se non a te…

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Era da tanto tempo che non ridevo così tanto. Ridere di pancia. Senza pensare a tante cose…con la mente libera. Mi ha fatto ridere una persona inaspettata. Breve e intensa. Lo scrivo per poterlo ricordare. Un giorno con troppe nuvole penserò al male allo stomaco che ho provato ridendo così tanto…mi viene in mente una canzone….a chi sorriderò se non a te…

I miei uomini

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Ho conosciuto molti uomini nella mia vita, alcuni, come dice un mio buon vecchio amico, me li porto dietro tutt’ora.
C’è stato quello che mi ha illusa, quello che si è servito di me.
Quello dei vorrei ma non posso.
Quello che è stato accanto a me promettendomi di starmi accanto fino alla fine e poi non ha battuto ciglio nell’andarsene.
C’è stato quello che mi ha fatto innamorare con un solo sguardo.
Quello che mi ha rovinato ogni canzone.
Quello che mi ha distrutto il cuore e quello che ha ridotto il mio corpo in macerie.
Non dimentico i bugiardi cronici, i codardi, i vigliacchi…
C’è stato quello che mi ha detto che non ero abbastanza. Abbastanza bella, abbastanza intelligente, abbastanza ricca…abbastanza tutto.
Molti mi hanno reso più fragile cercando mano a mano di portarsi dietro di se un pezzo di me.
Credo che quello che abbiano ottenuto sia stato portarsi via pezzi di me che alla mia persona non servivano più.
Avrei fatto volentieri a meno di questi amori inutili, ma loro, tutti questi uomini, mi hanno aiutato a tirare fuori la donna che sono oggi.
Più sicura e con un pochetto di esperienza in più.